Eccoci dunque di fronte ad un artista già menzionato nella track precendente, il quale nonostante mi pare in Italia non sia più sulla cresta dell'onda (anche se in questi giorni terrà un super-costoso concerto all'Umbria Jazz Festival) continua direi inevitabilmente ad esercitare la sua influenza sui suoi più giovani compatrioti, dal punto di vista e musicale e di stile.
Prince, dunque. Polistrumentista dal talento indiscusso, precursore delle tendenze musicali mondiali negli anni "d'oro", ora originalissimo dispensatore di ibridazioni pop vs resto del mondo a cavalla dei generi e delle epoche.
Per quanto non molto celebre, c'è un brano del '92 che unisce la semplicità immediata di una canzone da classifica a sottigliezze armonico\melodiche celate all'orecchio più distratto con vecchio trucco de "una cosa più è in vista più è nascosta" tanto da risultare autentiche provocazioni (esplicite nel testo e nella scelta registica per il video: è di Spike Lee) . E' "Money don't matter tonight".
L'armonia basata su 4 accordi possiede già di per sé un buon feeling, sostenuto da una ritmica "seriale" totalmente pop che però ha un tiro notevolissimo. Su di questa base perfettamente bilanciata Prince installa le sue finezze: una melodia quasi monotona, in perfetto accordo col tema, la quale non va mai a toccare la tonica, contrastata da un incredibile controcanto sempre vario nel tipico falsetto "alla Prince".
Purtroppo è difficile trovare odierne star in possesso della sua abilità tecnica e strumentale (la recente prova fusion dall'album strumentale "Xpectation" lo vede principalemente alla tastiera jazz), quindi godiamoci un medley di alcuni suoi grandi successi in versione solo-unplugged.
All'orecchio!
moooooooolto jimbiano!!! pollice su!
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