lunedì 11 luglio 2011

Track 02: Prince

Sebbene mi sia stato richiesto di parlare di John Scofield ho deciso di tenermi ancora sul pop per questo secondo articolo, ma vi spergiuro che presto verrà il tempo per il chitarrista dell'Ohio -è una definizione troppo "da giornalista? -.

Eccoci dunque di fronte ad un artista già menzionato nella track precendente, il quale nonostante mi pare in Italia non sia più sulla cresta dell'onda (anche se in questi giorni terrà un super-costoso concerto all'Umbria Jazz Festival) continua direi inevitabilmente ad esercitare la sua influenza sui suoi più giovani compatrioti, dal punto di vista e musicale e di stile.

Prince, dunque. Polistrumentista dal talento indiscusso, precursore delle tendenze musicali mondiali negli anni "d'oro", ora originalissimo dispensatore di ibridazioni pop vs resto del mondo a cavalla dei generi e delle epoche.

Per quanto non molto celebre, c'è un brano del '92 che unisce la semplicità immediata di una canzone da classifica a sottigliezze armonico\melodiche celate all'orecchio più distratto con vecchio trucco de "una cosa più è in vista più è nascosta" tanto da risultare autentiche provocazioni (esplicite nel testo e nella scelta registica per il video: è di Spike Lee) . E' "Money don't matter tonight".


L'armonia basata su 4 accordi possiede già di per sé un buon feeling, sostenuto da una ritmica "seriale" totalmente pop che però ha un tiro notevolissimo. Su di questa base perfettamente bilanciata Prince installa le sue finezze: una melodia quasi monotona, in perfetto accordo col tema, la quale non va mai a toccare la tonica, contrastata da un incredibile controcanto sempre vario nel tipico falsetto "alla Prince".

Purtroppo è difficile trovare odierne star in possesso della sua abilità tecnica e strumentale (la recente prova fusion dall'album strumentale "Xpectation" lo vede principalemente alla tastiera jazz), quindi godiamoci un medley di alcuni suoi grandi successi in versione solo-unplugged.


All'orecchio!

venerdì 8 luglio 2011

Track 01: John Mayer

Dopo un clamoroso ritardo nella pianificazione del blog, andiamo ad incominciare, bella gente!

In seguito ad un'attenta cernita, per vari motivi che emergeranno poi ho deciso di partire con John Mayer.
Senza stare a perdere tempo con biografie reperibili ovunque od altre amenità del genere, inoltriamoci subito nei meandri della sua musica.
In un'ottica di ricerca della qualità nel pop odierno, il giovane chitarrista rappresenta una grande speranza, se non addirittura una porta d'accesso per le future generazioni: unisce una al contempo meditata e spontanea inclinazione negra alla popular music americana (non come certi suoi amichetti, che da Prince hanno preso solo la voglia di f##a e da Michael Jackson la speranza di fare un sacco di quattrini) ad una sana idolatria per la Strato ed un gusto moderno alle tendenze da classifica. Perfetto esempio è il brano seguente (HD)



Il ragazzo, che ha anche la fortuna di essere belloccio - e non è esente da tamarrate di rito per le star americane-, in patria fa sfracelli, sia di classifica che tra le lenzuola delle starlette made in Disney e non ( è riuscito ad arrivare fino alla Aniston ed a Cameron Diaz!), mentre purtroppo qui in Italia come figone rubacuori hanno deciso di appiopparci quel Justin Bieber, il quale dubitiamo collaborerà mai con John Scofield.
C'è da sperare che i media musicali nostrani gli concedano più spazio, anche considerando la sua riesumazione di combo live atipiche per i nostri tempi, ovverosia il trio con il mitico Pino Palladino al basso e Steve Jordan alla batteria.



All'orecchio!

venerdì 28 gennaio 2011

Presentazione

Salve a tutti! Sono Jimbe, ed ho intenzione di tenere un blog riguarda la musica di ieri e di oggi, secondo il mio personale punto di vista, cercando di interessare qualcuno!
Il mio obiettivo sarà quello di fare interventi seri su gruppi di brani, legati da un filo conduttore di volta in volta diverso, cercando suggestioni interessanti e, perchè no, inusitate!

Stay tuned!